gli articoli scritti dalla signora Paola Poggiani

Giornata della gastronomia sostenibile

Anche quest’anno il 18 giugno in tutto il mondo si celebra la “Giornata della gastronomia sostenibile”, voluta dall’Assemblea delle Nazioni Unite dal 2016, con il motto “Agisci: pensa globalmente, mangia localmente”.

Per quale motivo? Rispettare gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati nell’Agenda 2030, in quanto la gastronomia svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo sostenibile.
Essa promuove, infatti, lo sviluppo agricolo, la sicurezza alimentare, la produzione sostenibile di cibo, il consumo responsabile e la conservazione della biodiversità.

che cosa è la Gastronomia sostenibile? Si basa sul concetto che l’agricoltura, la pesca e la preparazione del cibo siano realizzate senza spreco delle risorse naturali e senza arrecare danni all’ambiente e alla nostra salute.

Gastronomia sostenibile, quindi, significa che la cucina tiene conto della provenienza degli ingredienti, di come viene coltivato il cibo e di come arriva ai nostri mercati e nei nostri piatti.
La gastronomia sostenibile può svolgere un ruolo chiave per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dalle Nazioni Unite.

COSA FARE NELLA GIORNATA DELLA GASTRONOMIA SOSTENIBILE?

Ci sono molti modi per celebrare la Giornata della Gastronomia Sostenibile, ma partecipare ad eventi a tema è sicuramente il miglior modo per farlo. Ecco comunque alcune idee:

  • promuovere energia pulita per attività commerciali, uffici, le nostre case;
  • Sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gastronomia sostenibile;
  • Prediligere l’acquisto di cibo biologico;
  • Non sprecare cibo e acqua.

Noi nel nostro piccolo possiamo sostenere tutti questi obbiettivi, con un bel MOTTO: “Mangia locale, pensa globale. Ed evita gli sprechi. “

Anche Campaniagolosa con i suoi tour enogastronomici cerca di far conoscere i prodotti della nostra terra, a km zero e a impatto zero.

Vi propongo 2 semplici ricette che sostengono il concetto di GASTONOMIA SOSTENIBIE.

La prima mette in risalto che molti scarti posso essere usati perché, sono sia commestibili, che un ottimo apporto di principi nutritivi, la seconda e che si deve risparmiare energia quando si cucina, e alcune cose con la tecnica giusta si possono fare anche a crudo.

1) Lische di alici in tempura

20 lische intere di alici grandi

100 g di farina bianca

Acqua gassata fredda quanto basta

50 cl di olio di semi di arachidi

100 g di salsa di pomodoro cotta e leggermente piccante

q.b. sale

Pulire per bene le lische, e preparare la tempura con la farina e acqua gassata fredda, non deve essere liquida, né troppa densa.

Portare olio a temperature di 170 gradi e friggere le lische, passate nella pastella.

Accompagnare con della salsa di pomodoro piccante.

2) La confettura di frutta senza cottura pronta in 5 minuti.

150 gr di Frutta Fresca

10 gr di Semi di Chia

Lavare e pulire la frutta scelta.

Mettere la frutta in un mixer con i semi di chia, azionare.

Versare in un barattolo e lasciar riposare almeno un’ora per dare tempo ai semi di addensare la frutta.

Meglio ancora se viene riposta in frigo.

Si conserva un paio di giorni in frigo.

Potete però congelarla e toglierla dal freezer quando vi occorre o consumarla così come una granita. Ottima!

Suggerimenti: io non uso dolcificanti perché mi va bene la dolcezza naturale della frutta.

Se si utilizza frutta leggermente più matura aumenta il sapore dolce.

La quantità di semi di chia può variare in base alla quantità di acqua presente nella frutta. Se troppo liquida per i vostri gusti aumentate di pochi gr i semi di chia.

Che ne dite?

Ricordatevi che le ricette di recupero sono un tesoro da trasmettere e condividere a tutti!

 Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

                           Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )

Pasta e (bucce di) patate

Cosa fare delle bucce di patate? La buccia della patata è molto di più di ciò che si pensa.
Le patate, da sempre considerate cibo povero per eccellenza, sono invece un alimento tanto nobile quanto prezioso, ricco di sostanze nutritive presenti in percentuali maggiori proprio nella buccia.
Sono golose, saporite e sostanziose. Le patate sono, tra l’altro, uno dei cibi più cucinati al mondo, in tutto i modi.
Ma le bucce in molti casi vengono buttate.

Per la sostenibilità del nostro pianeta, possiamo e dobbiamo riutilizzarle!

Molti chef le usano anche nei loro piatti gourmet, e molti di questi sono, infatti, replicabili.
Vi propongo una ricetta della chef Cristina Bowerman.
lo l’ho un po’ adattata alla mia portata, ma la sua è perfetta come proposta da lei.

Un recupero a 360 gradi: dalla buccia di patate, al culetto di pancetta, al brodo di verdure fatto con gli scarti di verdure, alle scorze del parmigiano, alla pasta che rimane (possibilmente di dimensioni simili , per la cottura omogenea).

Io mi sono permessa di aggiungere un pane di recupero, insaporito con la colatura di alici, non avendo la Bottarga.
Le ricette alla base devono essere personalizzate in base ai gusti e ciò che abbiamo a disposizione, perciò chiedo venia alla Chef Bowerman.

Ecco la ricetta:

200gr di bucce di patate cotte in precedenza (la polpa della patata usata per altro);

una patata piccola;

una cipolla piccola;

3/4 alici sott’olio;

1,5L di brodo di verdure (preparato preferibilmente con scarti di carote, cipolle e di sedano e scorze di parmigiano);

100gr di pancetta (se usate le parti finali le pagherete meno);

240gr di pasta mista;

80gr di formaggio grana;

sale e pepe q.b.;

olio evo q.b.;

pane vecchio q.b.;

colatura di alici q.b.;

Procedimento

Per prima cosa prepariamo il brodo di verdure con le scorze di parmigiano.
Tritiamo la cipolla. Mettiamo a soffriggere in una pentola con olio le alici e la pancetta tagliata a dadini. Aggiungiamo, poi, la patata, anch’essa tagliata a dadini e copriamo con del brodo.

Mettiamo le bucce in un bicchiere da frullatore e frulliamo con altro brodo.
Passiamole in un colino, ottenendo una crema che aggiungeremo nella pentola quando la patata si sfalda.

Saliamo e pepiamo a piacere, e lasciamo cucinare la pasta nel brodo denso, aggiungendo altro brodo a mano a mano, come si fa con i risotti.

A parte prendiamo del pane vecchio, e tritiamo finemente, per tostarlo in padella, con un po’ di colatura di alici.

Quando la pasta sarà cotta, mantechiamo con formaggio grana, e serviamo cospargendo con il pane al sapore di alici.

Che ne dite?

Ricordatevi che le ricette di recupero sono un tesoro da trasmettere e condividere a tutti!

                                                                                               Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

                           Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )

Il pane e sostenibilità in cucina

Sostenibilità Ambientale! Perché parlarne in cucina? Ovunque l’informazione di qualsiasi genere su questo problema da tanto risalto a questa dichiarazione: “Soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli della generazione futura”, infatti, è la definizione base di sviluppo sostenibile. Perché è così importante perseguire questo fine?

Le nazioni Unite hanno 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e definiscono un nuovo modello di società, secondo criteri di maggior responsabilità in termini sociali, ambientali ed economici, finalizzati ad evitare il collasso dell’ecosistema terrestre.

E in questo disegno tutti possono fare la loro parte, dalle aziende ai consumatori finali. Cosa possiamo fare noi per la Sostenibilità Ambientale? Tanto!!! Anche in cucina!

Una delle cose che possiamo fare è imparare a reinventare piatti, anche se semplici, con un unico obbiettivo: la sostenibilità ambientale.

Vi propongo 2 semplice modi di recuperare di nuovo il Pane (insieme a tanto altro che si può trovare nel frigo). Ingredienti principali sono la fantasia e il gusto.

  1. Prima ricetta – “Parmigiana di Pane del giorno prima “

Una ricetta ideale per recuperare le fette di pane rimaste del giorno prima. La realizzazione è semplice: le fette di pane sostituiscono le melanzane; ci vorranno sia del sugo sia del formaggio (può essere grattugiato o fresco).

La principale differenza con la parmigiana di melanzane è che non dobbiamo friggere nulla: basta solo fare degli strati di pane, sugo e formaggio, mettere in forno per 20 minuti a 180°C, e poi accompagnare con verdure a piacere! Semplice, vero?

  • Seconda ricetta – “Focaccia di PANE RIGENERATO” (svuota frigo)

Ingrediente principale è il pane vecchio, che va fatto a pezzi e messo in acqua a rinvenire. Dopo averlo strizzato bisogna aggiungere un uovo, del formaggio grattugiato, sale pepe e poi ciò che avete nel frigo (verdure già cotte, salumi, formaggi ecc.).

Ogni volta, variando ciò che mettete, varierà anche il gusto.

Lasciate il tutto in frigo per qualche ora; poi oleate una teglia, stendete tutto (se volete potete mettere altro formaggio e anche del sugo) e infornate per 30 minuti a 180°C. Che ne dite?

Due ricette semplici e versatili, sostenibili, senza però dimenticare il gusto delle cose buone.

                                                                                              Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

                           Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )

GAMBI DI CIPOLLA

CONTRO LO SPRECO PER RISPARMIARE

Tra i ricordi che mi legano al cibo e alla sua preparazione ci sono quelli della mia mamma e delle sue origine contadine: è da lei che ho imparato che molte cose che la maggioranza delle persone butta via, possono essere mangiate, arricchendo le pietanze, rispettando la natura e risparmiando soldi. 

Partiamo dall’idea che non sempre ci vogliono tanti soldi per preparare piatti gustosi. Se impariamo a cucinare gli scarti aiutiamo non solo l’ambiente ma anche le nostre tasche. Che ne dite di provarci? Soprattutto oggi questa politica aiuta non poco.

Vi propongo due ricettine semplici ed economiche, facendo anche un calcolo approssimativo del costo finale del prodotto (basato su come è il mercato di dove abitiamo).

E’ primavera e tra i mercati padroneggia la cipolla fresca bianca, splendente con la sua chioma verde, le sue foglie aromatiche. E’ proprio dei gambi che parleremo.

Che fine fanno? Nella maggioranza dei casi vengono tagliati e gettati via. Cosa sbagliatissima, non solo per l’ambiente, ma anche perché sono buoni, aromatici e pieni di vitamine e sali minerali.

Al mercato ortofrutticolo dove abito – quando sono di stagione – pago 3 fascetti 1 euro (li compro spesso perché mio marito adora la frittata di cipolle – un piatto poverissimo già di suo).

Ed ecco che con un solo Euro riesco a fare due pietanze di sapori diversi (perché gambi e cipolla non hanno lo stesso sapore).

1 RICETTA – FRITTATA DI PATATE E GAMBI DI CIPOLLA X 2 PERSONE

250gr di PATATE (0,25 cent)

4 UOVA (1 EURO)

250Gr di GAMBI DEI CIPOLOTTI (N.C.)

SALE E PEPE q.b.

OLIO EVO q.b. (costo approssimativo di 0,25 cent ca.)

25Gr di GRANA PADANO (0,50 cent)

                 TOTALE su per giù è di 2 EURO

Friggete le patate, precedentemente tagliate a dadini piccoli. Quando sono dorate, salate e pepate, poi mettete da parte.

I gambi, lavati e asciugati per bene li tagliate a rondelle piccole e li soffriggete nella stessa padella (devono appassire); poi salate e pepate.

In una ciotola, sbattete con una forchetta le uova, sale e pepe, e aggiungete patate fritte, gambi fritti e il formaggio. Nella stessa padella cucinate la frittata.

E’ una semplice frittata, è vero, ma il gusto che gli danno i gambi dei cipollotti è tutto da scoprire; poi è un piatto unico (contiene proteine, carboidrati e verdure).

Ma andiamo con la seconda ricetta!

2 RICETTA – POLPETTE DI RECUPERO X 2 PERSONE

300Gr di GAMBI DI CIPOLOTTO  (N.C.)

500Gr di PANE VECCHIO (1 EURO)

1 UOVO (0,25 cent)

60Gr di PARMIGIANO (1 EURO)

SALE E PEPE q.b.

OLIO X FRIGGERE Q.B.  (1 EURO ca.)

       TOTALE su per giù è di 3,25 EURO

Lavate i gambi delle cipolle e lessateli per qualche minuto; strizzate per bene e aggiungeteli al pane (precedentemente ammollato nell’acqua e strizzato).

Procedete aggiungendo tutti gli ingredienti (se necessario aggiungete un po’ di pan grattato se il composto risulta troppo umido).

Formate le polpette e friggetele.

Tra l’altro, se avete una friggitrice ad aria, non dovrete usare l’olio per friggere e il costo complessivo del piatto si ridurrà a 2,25 euro (oltre a essere vantaggioso per la vostra salute).  

Le polpette sono tra gli espedienti più geniali in cucina, per recuperare gli avanzi o creare qualcosa di nuovo utilizzando gli scarti. Per questo ve ne proporrò altri tipi prossimamente!

Vi lascio con il mio consiglio di sempre: non buttate nulla, se ci riuscite! Così aiuterete le vostre tasche e l’ambiente.

Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )

Ricetta del recupero il pane

Il Pane la ricetta per recuperare un bene prezioso

E’ tra le prime cose da mettere a tavola, tra le ultime ad essere portate via. Molte volte alla fine di un pasto ne rimangono dei pezzi tra le briciole sparse sulla tovaglia, o almeno,  dalle mie parti al Sud è cosi: pezzetti di pane o anche interi filoni e panini rimasti intatti perché sul pane, di solito, si abbonda  (che non guasta mai).

Quindi cosa fare con gli avanzi di pane quando questi diventano duri? Sembra un argomento banale, eppure è bene sottolineare e ricordare che il pane non si butta mai.

Perché? Innanzitutto buttare il pane è peccato. Nella simbologia Cristiane il pane è corpo di Cristo e rappresenta il legame cristiano tra Dio e i suoi figli che di lui si nutrono. Ricordo mia nonna,  che se era costretta a buttare via il pane duro, perché eccessivamente vecchio o ammuffito, se poteva lo dava ai maiali.

Ci sono però anche altri motivi. Per esempio c’è chi ricorda i racconti di chi ha sofferto la fame come una piaga che ha attanagliato il sud per decenni – e che ancora piega numerosi paesi nel mondo.

Perché buttare qualcosa che per molti è essenziale alla sopravvivenza? Il pane è un bene povero, alla portata di tutti, protagonista di numerose ribellioni. Il pane è legato alla vita, al lavoro e anche alla generosità quando è condiviso con gli altri.

E’ anche il frutto di tanto lavoro da parte di tante persone, a cominciare da chi semina il grano, lo raccoglie, lo fa diventare farina, lo lavora e lo cuoce, con sacrificio e fatica. Inoltre il pane sfama e per tutti questi motivi merita rispetto.

Forse penserete che oggi, nel 2022 tutti questi concetti risultino obsoleti, ma se ci pensiamo bene tutto ciò è valido ancora oggi. Stiamo anche vivendo un periodo difficile, e ciò si è ripercorso anche sul PANE.

Come possiamo quindi riciclare il pane duro? Posso dire che esistono tante belle idee che non si riducono solo al pangrattato e alle polpette (che comunque sono ricette di recupero molto buone e valide). Serve, però, anche variare e arricchire di fantasia la nostra tavola con gli avanzi: ciò può farci bene, per molti motivi.

Oggi per iniziare vi propongo una ricetta dolce, tra le tante che ci sono, perché nella tradizione culinaria c’è ne sono tante.

Quella che vi suggerisco è semplice e recupera anche altro, quindi è un doppio recupero. Questo dolce si prepara durante la notte, in modo da averlo pronto per la colazione del giorno dopo. Che ne dite?

Ingredienti

Pane vecchio q.b. (deve riempire la base di una pirofila); 

Burro morbido q.b.;

1 banana matura;

1 tazza di latte;

3 uova grandi;

2 cucchiai di sciroppo d’acero puro;

1 cucchiaino di estratto di vaniglia;

1 cucchiaino di cannella in polvere;

sale q.b.;

Frutti di bosco misti congelati;

50g di noci tritate;

2 cucchiai di zucchero di canna chiaro;

2 cucchiai di burro freddo.

Procedimento

Disporre i cubetti di pane in una teglia imburrata.

Schiacciare la banana in una ciotola capiente fino a renderla liscia.

Sbattere il latte, le uova, lo sciroppo d’acero, la vaniglia, la cannella e il sale fino ad ottenere un composto omogeneo.  Versare il composto sui cubetti di pane. Cospargere i frutti di bosco sul composto.

Coprire con un foglio di alluminio e far raffreddare per 8 ore (o durante la notte).

Preriscaldare il forno a 180°C.

Unire le noci e lo zucchero di canna in una ciotola, assieme al burro; preparare il crumble e versarlo sui frutti rossi.

Cuocere a 180°C fino a quando il dolce non si sarà ben rappreso (di solito ci vogliono circa 35 minuti).

Lasciar riposare a temperatura ambiente per 5 minuti.

Buon appetito.

Ecco la mia ricetta in video su instragram.  https://www.instagram.com/p/CbxQJtpAHrJ/

Se vi ispira provatela e fatemi sapere!

Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

                           Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )

Perché riciclare

Quando ho letto in una nota rivista[1] che Il 17% di tutto il cibo disponibile finisce sprecato, pensavo che fosse una cifra irrisoria. Ma poi quella stessa rivista ha concretizzato questo 17% con numeri spaventosi, dicendo che nel 2019, secondo il Food Waste Index Report delle Nazioni Unite, 920-930 milioni di tonnellate di cibo sono finite nella spazzatura.

Dal dire 17% a legger poi 930 milioni di tonnellate, la mia reazione è cambiata, e penso anche la vostra.

Per rendere l’idea di quanto poi sono 930 milioni di tonnellate, la stessa rivista, dice di immaginare un autocarro da 40 tonnellate – cioè 40.000 kg! – completamente carico; ora immaginiamoci 23 milioni di questi autocarri, in fila indiana, attaccati l’uno all’altro – Bene sono in numero sufficiente a comporre un nastro lungo sette volte l’intero giro del Pianeta – più o meno 264.000 km!

Se pensiamo a quanto spreco, è ALLUCINANTE! Il peso di quei 23 milioni di veicoli è pari a quello di tutto il cibo che, globalmente, buttiamo in un anno: almeno 920 milioni di tonnellate di alimenti ancora commestibili. E se invece di dire 920 milioni di tonnellate lo convertiamo in miliardi?  5,5milardi di tonnellate che EFFETTO VI FA? Io mi spavento al solo pensiero.

Che differenza tra il dire 17% al dire miliardi di tonnellate, vero?

Oggi che siamo nel 2022 la cosa è cambiata? Sembra proprio di no. Almeno, però, sembra che se ne parli più spesso, perché la cosa ci riguarda: non solo perché la vita è diventata più cara, ma perché lo spreco alimentare è un tassello importante sul problema dell’ecosistema.

Le stime suggeriscono che l’8-10% delle emissioni globali di gas serra sono associate al cibo che non viene consumato.

Ma dove si spreca di più? Molti penseranno che possa riguardare più la ristorazione o la vendita al dettaglio.
Invece no! Gli sprechi maggiori avvengono nelle singole famiglie, a prescindere dal reddito. Infatti quella stessa rivista suddivide quel17% cosi:

  • 11% nelle cucine dei consumatori;
  • 5%, nei servizi di ristorazione;
  • 2% nella vendita al dettaglio.

Ci rendiamo conto? Per ogni singolo consumatore si sprecano 121 kg di cibo all’anno, 74 dei quali in casa. In Italia, si calcolano circa 67 kg all’anno per persona.

Cosa si può fare per diminuire questi numeri? E ‘possibile? La storia gastronomica ci dimostra di sì!

In un paese di contadini, pastori e pescatori – quindi di lavoratori che hanno sempre guadagnato il pane con fatica – la cultura è sempre stata il non spreco. Tutto ciò che si produceva veniva usato sia per sfamare l’uomo sia l’animale, e se si buttava non si faceva a cuor leggero, ma veniva sempre riutilizzato per quella che si chiama catena alimentare (come, per esempio, il concime).

Quindi, adesso, questa consapevolezza di non sprecare il cibo non fa altro che riscoprire ricette e modi di fare antichi e rustici della nostra storia gastronomica e nazionale.

Un consiglio che vi posso dare e di farvi un vostro piccolo ricettario con la vostra personale raccolta di ricette di recupero. Ne troverete tante.

 Io ve ne proporrò qualcuna, partendo dal quello che è il più gettato nel mondo, il pane.

Spero che gradirete. Potrete trovare le mie ricette di recupero, sulla mia pagina di Instagram.

Una curiosità che voglio condividere con voi: pensate che già più 100 anni fa fu scritto un libro sull’argomento “L’arte di utilizzare gli avanzi della mensa. E risparmiare con gusto” di Olindo Guerrini.

Quindi buon recupero.

                                                                                              Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

                           Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )


[1] “Ecologia Il 17% di tutto il cibo disponibile finisce sprecato”, in FOCUS.

Pronti partenza via tutti in cucina

Vi ho parlato di tanti strumenti: elettrodomestici, pentole, strumenti basilari per arredare la nostra cucina. Ci siamo procurati pentole e padelle, teglie e pirofile… E’ arrivato però il momento di pensare agli strumenti che ci faciliteranno le azioni più comuni in cucina. Che sia grande o piccola, quando ci accingiamo a cucinare, dobbiamo farlo senza stress, con piacere. Ciò sarà possibile procurandoci degli utensili assolutamente indispensabili per la nostra postazione di lavoro.

Sono qui per proporvi il mio elenco di utensili che considero indispensabili per tutte le ricette base. Questo elenco è pensato soprattutto per chi è alle prime armi o sta arredando la sua prima cucina, in modo da fare un buon investimento.

La prima cosa è un bel TAGLIERE (se non addirittura 2). Ciò che fa la differenza è il materiale: legno o plastica. Se ne abbiamo due, possiamo prenderli entrambi. Ricordiamoci, però, che dovranno essere tenuti puliti, perché sopra ci metteremo il nostro cibo.

Va da sé, che per accompagnare il tagliere, ciò che serve è un ottimo set completo di COLTELLI da cucina: le lame devono essere di diverse dimensioni e forme. Vanno ben conservate (ad esempio in un ceppo di legno) per la sicurezza di tutti. Vanno tenute ben taglienti: potrà sembrare strano, ma più sono taglienti le lame, più siamo tutti al sicuro.

Potrà sembrare banale, ma indispensabili sono anche CUCCHIAI, PALETTE E MESTOLI. La scelta, qui, sta in forme e materiali. Non fatevi prendere troppo dal design: concentratevi sulla loro funzionalità. Spendiamo due parole sui materiali: i cucchiai di legno sono ottimi e tradizionali; le palette, se di silicone (materiale di ultima generazione) sono ottime perché non rovineranno le pentole antiaderenti; per i mestoli, invece, l’acciaio è la scelta giusta, perché regge le alte temperature. Uno dei miei strumenti preferiti è la FRUSTA ELETTRICA, indispensabile per mescolare crema, uova e impasti.

a cucina è anche fatta di precisione, quindi non si può fare a meno di BILANCE, che siano digitali o analogiche. Si accompagnano, molto spesso, ai BICCHIERI GRADUATI, che servono per dosare gli ingredienti liquidi. Altri utensili base sono i COLINI (in acciaio a maglie strette) per filtrare e gli SCOLAPASTA, che oltre a scolare la pasta sono utili anche per sciacquare frutta e verdura.

la MEZZA LUNA, strumento che non si vede più come prima, è utile a sminuzzare ingredienti per i soffritti (erbe aromatiche, cipolle, verdure ecc.).

Il mio alleato in cucina, invece, è lo SPELUCCHINO: un coltello con la lama seghettata che aiuta ad evitare gli sprechi quando si preparano gli ingredienti.

Lo SCHIACCIAPATATE è un altro strumento che facilita le preparazioni a base di patate.

Le GRATTUGIE sono utili lì dove i mixer farebbero cilecca: formaggio, verdure e simili. Alcune grattugie consentono anche di cambiare la lama.

Procuratevi anche un BATTICARNE a pugno.

Il MATTARELLO è utile in legno, silicone e acciaio, per preparare qualsiasi tipo di impasto.

Sia tradizionali che antiscivolo, le PRESINE vanno utilizzate quasi dappertutto in cucina.

Tra CAVATAPPI, APRI BOTTIGLIA E SCHIACCIANOCI, non lasciatevi trarre in inganno dal design: ciò che conta, qui, sono resistenza e praticità.

 

Per chi ama fare i dolci sono indispensabili le SPATOLE, in acciaio o silicone, per spalmare e decorare senza sprechi.

Sempre utili sono i PENNELLI con le setole naturali o di silicone, per ungere e inumidire le nostre ricette.

Le FORBICI non possono mancare: ovviamente comode ed affilate, d’acciaio.

PESTELLO e MACINA SPEZIE sono poi utili per erbe e spezie acquistate in grani. Per gli agrumi, invece, è importante avere uno SPREMIAGRUMI MANUALE, piccolo e maneggevole.

Infine, per non rovinare i nostri piani da cucina, c’è l’imbarazzo della scelta per i SOTTO PENTOLE, su cui poggiare le pentole calde.

 

Quindi, procuratevi gli attrezzi per cominciare a cucinare, scegliendo quelli che vi servono. Una volta pronto il kit, si può iniziare a cucinare.

 

Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )

 

Alleati in cucina

Uno dei ricordi più belli che ho, di quando era piccola, risale a quando la mia mamma preparava il babà. Vedere come schiaffeggiava l’impasto era spettacolare: ci metteva tanta determinazione e forza da sembrare una macchina. E i babà venivano sempre alti e morbidi.

Devo dire che io non sono brava come la mia mamma. Menomale, però, che appartengo alla generazione che ha iniziato ad avere degli alleati in cucina che tolgono tanta fatica per preparazioni come quelle del babà. Parliamo ovviamente degli elettrodomestici!

Personalmente, io, non posso farne a meno. Non solo perché riducono la fatica, ma anche perché riducono il tempo di preparazione. Con questo articolo vorrei consigliare degli elettrodomestici di base che ritengo indispensabili per chiunque, anche se è alle prime armi.

Il primo che vi consiglio è il frullatore ad immersione. Può sembrare un elettrodomestico sempliciotto, ma è un alleato garantito. In pochi minuti frulliamo – all’interno della stessa pentola in cui abbiamo cucinato – legumi, verdure e quant’altro, riducendo tempi ed energia. Inoltre, non sporchiamo tanti utensili. L’unica accortezza, quando lo comprate, è quella di guardare la potenza del motore perché quella è alla base di una buona durata dell’elettrodomestico in sé.

Altro elettrodomestico indispensabile, è il robot da cucina. Ce ne sono di vari tipi: alcuni che hanno tante particolarità (possono tagliare, affettare, sminuzzare, montare, tritare e frullare) e altri che sono più basici. Ovviamente, per chi ama cucinare, è sempre meglio averne uno che aiuti in diverse preparazioni. n fase di acquisto vanno valutati aspetti tecnici, capienza e accessori in dotazione. Soprattutto, il robot deve essere semplice da montare e smontare.

Per chi ama, poi, fare dolci, o impastare come me (soprattutto il babà, la pizza etc.) l’elemento indispensabile della cucina è la planetaria. Per la scelta, alla base, vanno tenute a mente queste caratteristiche: tipo di motore, accessori in dotazione, grandezza della ciotola e facilità di montaggio.

Questi tre elementi sono, a parer mio, gli elementi più importanti per cucinare guadagnandone di tempo e fatica. Come saprete, comunque, di elettrodomestici ce ne sono di tanti tipi, per i vari utilizzi.Tra questi vi sono: le friggitrici sia classiche che ad aria, le macchinette del caffe, i tostapane, le centrifughe, lo spremiagrumi elettrico, i robot che cucinano al posto nostro, le piastre elettriche, le vaporiere, il disidratatore etc.

Questi sono altri strumenti che possono divenire degli alleati in cucina. Ma ovviamente, la scelta dipende da quelli che sono gli usi reali che ne facciamo.Sceglieteli con cura, perché se non li userete, spenderete soldi inutilmente. Inoltre, è bene scegliere bene i tipi di elettrodomestici che scegliamo, perché alcuni potrebbero portarci a consumare più energia e spazio di quanti ne consumeremmo se utilizzassimo elementi già a nostra disposizione in cucina (come il forno).

Vi posso solo dire una cosa: menomale che ho una planetaria che mi aiuta a fare il babà. Anche se, posso garantirvi, che mia mamma lo faceva molto meglio della planetaria.

 

Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )

 

 

Tutto in forno

Chi è del Sud come me, non conosce periodo dell’anno in cui non ci sia occasione di sfornare piatti di ogni tipo. Tanto che, in ogni famiglia ci sono teglie per il forno di ogni dimensione e forma: pasta al forno, lasagna, pastiera, babà, sfogliatelle, il sartù di riso, il casatiello, la pizza di scarole…

Come abbiamo visto, ogni tipologia di preparazione ha il suo utensile da cucina ideale. Anche per il forno, quindi, dopo che l’abbiamo scelto con molta accortezza, dobbiamo riservare la stessa accortezza per le teglie che andranno in forno per la cottura dei cibi.

Una teglia non vale l’altra, e scegliere la migliore teglia per il forno può essere fondamentale per la riuscita delle nostre future ricette.

Quindi, cosa considerare per fare la migliore scelta? Bisogna pensare alle proprie esigenze e all’uso che si farà di questo strumenti.

Io, che amo cucinare pesci, carni e verdure mi sono accorta, con il tempo, che mi serviva una teglia molto ampia, con dei bordi abbastanza alti. Se invece si è amanti della preparazione di pani, focacce, biscotti etc. ci vorranno delle teglie basse.

Anche gli spessori delle teglie sono importanti: se il fondo è abbastanza alto questi saranno utili per cucinare arrosti di carne e pesce, questo per evitare che il cibo si attacchi alla teglia; se invece è sottile saranno ideali per pani e dolci, questo perché, la cottura della parte bassa deve essere immediata.

Che materiale usare, poi? Quello antiaderente è il primo da tenere in considerazione. Ovviamente, come con le pentole, i materiali sono tantissimi, quindi, le stesse considerazioni fatte per le pentole, valgono per le teglie da forno (ritornate su quell’articolo).

Cucinare gli alimenti in forno ha moltissimi vantaggi. I forni sono ideali per le cotture dietetiche, questo perché permettono di utilizzare pochi grassi, grazie all’elevato calore all’interno del forno (se si usa una teglia dai bordi alti, per esempio, i grassi dei cibi vengono sprigionati naturalmente, garantendo un effetto croccante all’esterno senza l’aggiunta di ulteriori condimenti).

La cottura al forno, inoltre, è pratica e veloce perché permette di preparare una pietanza utilizzando un solo utensile.

Quando ho iniziato a comprare le teglie da forno pensavo che il maggior prezzo determinasse la loro maggiore qualità. Col tempo, però, ho dovuto ricredermi. Bisogna tenere conto che non è il prezzo a determinare la qualità, ma il materiale. Molto spesso, quindi, si possono trovare delle teglie da forno di ottima qualità dai prezzi molto convenienti, che possono durare nel tempo. Quindi occhi aperti!

Quante teglie da forno bisogna tenere in casa? Ovviamente, dipende da quello che vogliamo cucinare. Se amate cucinare le proteine (carne e pesce) almeno una teglia dai bordi alti dovrà essere presente nella vostra cucina – le dimensioni dipenderanno dalle persone che abitano in casa. Se invece amate cucinare pizze, focacce etc. ci vorranno almeno un paio di teglie per pizza, che si potranno utilizzare tranquillamente anche per preparazioni dolci di piccole dimensioni. Se invece amate preparare torte o dolci da farcire, serviranno almeno una teglia tonda e una teglia da plumcake saranno alla base del vostro corredo culinario.

Più allargherete le vostre conoscenze culinarie, più oggetti vi si renderanno necessari. Ricordate sempre, però, di sceglierli con molta cura (e anche ritornando a questo articolo e ai precedenti).

Da buona napoletana, sono cresciuta con una cultura che valorizza le cotture al forno sia di piatti salati che dolci, posso dire che è indispensabile avere, alla base, una quantità giusta di teglie capaci di soddisfare le esigenze culinarie partenopee.
Quindi buona pastiera a tutti!

 

Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )

 

Forni e dintorni tutto quello che devi sapere

Dice un famoso indovinello di Leonardo da Vinci: «A chi viene tolto continuamente il cibo caldo di bocca?». La risposta è semplice: si parla del forno! Fin dai tempi più antichi, infatti, l’uomo ha sempre cucinato dentro fosse scavate in terra, e poi ha costruito anche forni in muratura. Qualsiasi cultura ha i suoi forni e i suoi modelli. Anche ai nostri giorni, sappiamo bene, che abbiamo una varietà infinta di scelta di forni: la scelta, quindi, può essere ardua, se stiamo arredando la nostra cucina!

Che forno scegliere?
Per le abitazioni moderne le possibilità si riducono al forno a gas e al forno elettrico. La domanda, quindi, sorge spontanea: meglio un forno a gas o un forno elettrico? Entrambi i tipi di forni hanno sia pregi che difetti. Chi deve scegliere, quindi, dovrà tenerne conto, quando farà la sua scelta.

 

Parliamo dei forni a gas: funzionano grazie ad un bruciatore posizionato generalmente in un una cavità in basso nel forno. Questo trasmette il calore generato, prima per irraggiamento, poi, grazie ai moti convettivi d’aria calda, per convezione. I frequenti sbalzi di temperatura di tale sistema rendono il forno a gas inadatto per la cottura di particolari pietanze, come biscotti, dolci o pizza.

 

I vantaggi quindi sono: i forni a gas utilizzano una risorsa energetica più economica dell’elettricità e che la loro cotture è più “umida” rispetto a quella negli apparecchi elettrici. Ciò riduce il rischio di far seccare gli alimenti in cottura (sono quindi ottimi per cuocere il pane).

Gli svantaggi, però, sono molti più dei vantaggi: costano di più; i modelli e le funzioni disponibili sono limitati; la loro installazione è più complicata, richiede degli impianti appositi; c’è il rischio che si verifichino perdite di gas (anche se i più recenti, per legge, hanno dei sistemi che prevedono questo tipo di incidenti); è difficile, infine, mantenere costante la temperatura di cottura.

 

Passiamo adesso ai forni elettrici: sono dotati di due resistenze posizionate in alto e in basso. Nella parte superiore si trova anche un grill utile per dorare i cibi. Si tratta di elementi che possono essere azionati separatamente, o insieme, a seconda del tipo di cottura che si vuole eseguire. Le modalità principali di cottura di un forno elettrico sono sostanzialmente tre: statica, ventilata e con grill. L’utilizzo in modalità statica è adatto per la cottura di piatti tradizionali: alcuni modelli più semplici prevedono questa come unica modalità oltre l’impiego eventuale di un grill.

I forni multifunzione sono dotati di una ventola che distribuisce il calore prodotto dalle resistenze: la cottura dei cibi sarà meno aggressiva.

I forni termo-ventilati si caratterizzano per una terza resistenza circolare posta nella parte posteriore del forno che in combinazione alla ventola consente di cuocere contemporaneamente diversi tipi di cibi su diversi livelli senza che si mescolino sapori e odori.

Presentano quindi molti vantaggi: costano di meno; maggiori modelli disponibili; sono semplici da usare; distribuiscono meglio il calore; la temperatura si mantiene costante; si possono utilizzare più modi di cottura.

Vi sono però anche degli svantaggi: consumano più energia; non tutte le funzioni risultano utili agli utenti.

 

Il mio consiglio, come sempre, è di scegliere un modello che risponda all’uso reale che ne farete.

 

Nel frattempo, però, oltre ad avere un buon forno, quello che conta è anche il pentolame che dovremo utilizzare per l’interno: l’importanza è cruciale.

Ma questo è un altro articolo.

 

Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )