Perché riciclare

Quando ho letto in una nota rivista[1] che Il 17% di tutto il cibo disponibile finisce sprecato, pensavo che fosse una cifra irrisoria. Ma poi quella stessa rivista ha concretizzato questo 17% con numeri spaventosi, dicendo che nel 2019, secondo il Food Waste Index Report delle Nazioni Unite, 920-930 milioni di tonnellate di cibo sono finite nella spazzatura.

Dal dire 17% a legger poi 930 milioni di tonnellate, la mia reazione è cambiata, e penso anche la vostra.

Per rendere l’idea di quanto poi sono 930 milioni di tonnellate, la stessa rivista, dice di immaginare un autocarro da 40 tonnellate – cioè 40.000 kg! – completamente carico; ora immaginiamoci 23 milioni di questi autocarri, in fila indiana, attaccati l’uno all’altro – Bene sono in numero sufficiente a comporre un nastro lungo sette volte l’intero giro del Pianeta – più o meno 264.000 km!

Se pensiamo a quanto spreco, è ALLUCINANTE! Il peso di quei 23 milioni di veicoli è pari a quello di tutto il cibo che, globalmente, buttiamo in un anno: almeno 920 milioni di tonnellate di alimenti ancora commestibili. E se invece di dire 920 milioni di tonnellate lo convertiamo in miliardi?  5,5milardi di tonnellate che EFFETTO VI FA? Io mi spavento al solo pensiero.

Che differenza tra il dire 17% al dire miliardi di tonnellate, vero?

Oggi che siamo nel 2022 la cosa è cambiata? Sembra proprio di no. Almeno, però, sembra che se ne parli più spesso, perché la cosa ci riguarda: non solo perché la vita è diventata più cara, ma perché lo spreco alimentare è un tassello importante sul problema dell’ecosistema.

Le stime suggeriscono che l’8-10% delle emissioni globali di gas serra sono associate al cibo che non viene consumato.

Ma dove si spreca di più? Molti penseranno che possa riguardare più la ristorazione o la vendita al dettaglio.
Invece no! Gli sprechi maggiori avvengono nelle singole famiglie, a prescindere dal reddito. Infatti quella stessa rivista suddivide quel17% cosi:

  • 11% nelle cucine dei consumatori;
  • 5%, nei servizi di ristorazione;
  • 2% nella vendita al dettaglio.

Ci rendiamo conto? Per ogni singolo consumatore si sprecano 121 kg di cibo all’anno, 74 dei quali in casa. In Italia, si calcolano circa 67 kg all’anno per persona.

Cosa si può fare per diminuire questi numeri? E ‘possibile? La storia gastronomica ci dimostra di sì!

In un paese di contadini, pastori e pescatori – quindi di lavoratori che hanno sempre guadagnato il pane con fatica – la cultura è sempre stata il non spreco. Tutto ciò che si produceva veniva usato sia per sfamare l’uomo sia l’animale, e se si buttava non si faceva a cuor leggero, ma veniva sempre riutilizzato per quella che si chiama catena alimentare (come, per esempio, il concime).

Quindi, adesso, questa consapevolezza di non sprecare il cibo non fa altro che riscoprire ricette e modi di fare antichi e rustici della nostra storia gastronomica e nazionale.

Un consiglio che vi posso dare e di farvi un vostro piccolo ricettario con la vostra personale raccolta di ricette di recupero. Ne troverete tante.

 Io ve ne proporrò qualcuna, partendo dal quello che è il più gettato nel mondo, il pane.

Spero che gradirete. Potrete trovare le mie ricette di recupero, sulla mia pagina di Instagram.

Una curiosità che voglio condividere con voi: pensate che già più 100 anni fa fu scritto un libro sull’argomento “L’arte di utilizzare gli avanzi della mensa. E risparmiare con gusto” di Olindo Guerrini.

Quindi buon recupero.

                                                                                              Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

                           Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )


[1] “Ecologia Il 17% di tutto il cibo disponibile finisce sprecato”, in FOCUS.

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