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Le zone di produzione dei frutti di mare come conoscerle

Le zone di produzione classificate sono distinte nelle classi A, B e C che differiscono per il livello crescente di contaminazione microbiologica di origine fecale, presente inevitabilmente nelle aree in prossimità della costa e che condiziona il destino dei frutti mare. I frutti di mare raccolti nelle zone classificate A, aree con caratteristiche microbiologiche più favorevoli, possono essere destinati al consumo umano diretto dopo essere stati trattati in centri specializzati di spedizioni, che sono stabilimenti sia a terra che galleggianti su appositi imbarcazioni, nei quali viene effettuata: la pulitura la rifinitura, il lavaggio, la pulitura e la calibratura con relativa parte finale al confezionamento e all’imballaggio in appositi contenitori. I frutti di mare i quali non hanno subito i passaggi sopra elencati non possono essere destinati al consumo umano, pur provenendo da zone classificate A. Mentre i frutti di mare raccolti nelle zone di classe A e B per essere destinati al consumo umano devono essere necessariamente sottoposti ad un trattamento più o meno lungo in un centro di depurazioni o in aree di stabulazione. La depurazione avviene in appositi centri di depurazione, stabilimenti alimentati con acqua marina pulita in cui i frutti di mare vivi permarranno per un lungo periodo  per eliminare i componenti contaminanti. Qui il nostro consiglio che non smetteremo mai di dare, comprare sempre i frutti di mare da persone che conosciamo e di fiducia, mai è poi mai acquistare i frutti di mare da sprovveduti anche se il costo potrebbe essere sicuramente favorevole. Un grazie per la vostra lettura sperando che lo possiate condividere fra a mici parenti e conoscenti ma sopratutto di condividerlo sui vostri social …. Alla prossima 

I frutti di mare ecco cosa sapere e come arrivano sulla nostra tavola

Nel primo articolo abbiamo parlato di cosa sono i frutti di mare (leggi l’articolo). Oggi invece parliamo di come arrivano sulle nostre tavole. I frutti di mare sono organismi filtranti dotati di grande adattabilità, per cui sono in grado di vivere negli ambienti più disparati, sulla sabbia, sugli scogli, su impianti in sospensione, ed entro certi limiti crescono bene anche in acque molto inquinate. Attraverso il processo di filtrazione riescono ad accumulare e concentrare nel loro organismo non solo il plancton necessario al loro metabolismo, ma anche batteri, virus, metalli, tossine ed altri inquinanti che possono essere presenti nelle acque in cui si sviluppano e che sono responsabili di malattie alimentari per il consumatore. Questa caratteristica fisiologica, associata a talune errate abitudini alimentari, quali il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, nonché il mancato rispetto di norme sanitarie, colloca i frutti di mare tra gli alimenti ritenuti ad alto rischio per cui è assolutamente imprescindibile che sulla vostra tavola arrivano solo quelli sottoposti a controlli lunga tutta la filiera di produzione. A questo punto ti chiederai ma cosa è questa filiera. Essa inizia con la raccolta dei frutti di mare, nelle zone di produzione, ma lo stesso concetto vale per tutte le produzioni, sia dei prodotti di mare che i prodotti di terra. Tali zone possono essere specchi d’acqua di mare aperto o anche aree salmastre interne, dove si trovano banchi di crescita naturale di frutti di mare, oppure aree appositamente attrezzate per l’allevamento. Tutti gli specchi d’acqua sfruttati per la produzione di frutti di mare sono classificati e sottoposti a controlli periodici dalle autorità competenti. In Campania tutte le aree di produzione sono classificate dall’assessorato Regionale alla Sanità Settore Veterinario a seguito di un’istruttoria complessa che coinvolge diversi Enti : i servizi veterinari delle AA.SS.LL l’istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici l’A.R.P.A.C., i Comuni e le Capitanerie di Porto. I servizi veterinari del AA.SS.LL. sottopongono tutte le aree di produzione a controlli severissimi che comprendono oltre alle analisi delle acque di produzione campioni di frutti di mare con cadenza almeno quindicinale. Spero che anche questo articolo sia stato di vostro gradimento, se lo è stato ci piacerebbe che condividiate con i vostri amici. Parenti, e sui vostri social
. Grazie per la vostra attenzione e ci leggeremo al prossimo articolo

i frutti di mare

I frutti di mare cosa sono e che valore hanno nella nostra dieta

Cosa sono i frutti di mare ? e quale valore hanno nella nostra dieta

Li osanniamo e li odiamo, ma in cucina senza di loro non si può stare dall’aperitivo alla pasta sono utilizzabili in tanti modi

I molluschi  costituiscono un ampio raggruppamento del Regno Animale, che include in forme molto diverse tra loro. Rientrano in questo gruppo animali marini, d’acqua dolce o terresti, ………………

In grado di secernere una conchiglia, per lo più calcarea, che può essere formata da una o due valve : al primo gruppo, “ monovalvi” o “gasteropodi”, appartengono le lumache di mare o le patelle; all’atro “ bivalvi” appartengono le cozze, le telline, le vongole ecc ecc

Anche i cefalopodi, come seppie, calamari, polpi, ecc ecc, sono molluschi, ma questi la conchiglia non è esterna ma bensì interna inclusa nelle carni. La nutrizione avviene in maniera diversa nelle varie specie e non condiziona la sicurezza per il consumatore: per filtrazione nei bivalvi (cozze, vongole, telline ecc ), per ingestione e triturazione nei cefalopodi e monovalvi o gasteropodi. I molluschi bivalvi sono comunemente detti “ frutti di mare “ .

Ma quale è il valore che hanno nella nostra dieta ?

I frutti di mare si caratterizzano per un elevato valore nutrizionale, contengono proteine nobili, grassi in quantità limitate, alti contenuti di vitamina B12 e di altre vitamine importanti per il nostro organismo, sali minerali quali iodio, ferro, zinco, selenio, fonti preziosi per il nostro benessere. I grassi sono rappresentati principalmente da acidi grassi polinsaturi a lunga catena, ossia quesi famosi OMEGA3 che riducono il rischio di numerose malattie degenerative e infiammatorie. Si raccomanda di cucinarli in modo adeguato e sopratutto non con lunghe cotture a fuoco vivo per non perdere le loro preziose caratteristiche. Inoltre fare molto attenzione a leggere bene l’etichetta che deve per legge essere esposta e o allegate alle stesse