Tra fumi e odori

Molte volte, quando parlo con qualcuno di cucina, mi dicono spesso che odiano preparare certi tipi di pietanze, perché cucinarle emana fumi e brutti odori che infestano la cucina e il resto della casa per giorni. Mettiamo il caso, cosa che mi è capitata, che stiamo cucinando una bellissima genovese: la cipolla (che già di suo, porta pianto e cattivo odore da cruda) con la cottura lenta che richiede la preparazione, infesta muri, mobili e tessuti per secoli e secoli… Anche i vicini, quel giorno, sanno cosa mangerai a pranzo! Allora, quindi, a questi miei amici, mi viene naturale da chiedergli: “Scusa, ma non la accendi la cappa che hai in cucina?”. Loro mi rispondono: “No, non la accendo, perché fa troppo rumore.” Sul rumore mi trovo a concordare, ma la cappa è un elemento importantissimo per qualsiasi abitazione. Parliamo un po’ di questo meraviglioso strumento.

 

La cappa ad aspirazione forzata arriva nelle cucine italiane a partire dagli anni ’60; prima la cappa era a tiraggio naturale: era collegata mediante un canale di esalazione a un condotto o canna fumaria o direttamente all’esterno (per intenderci, quando vedete dei buchi tondi esternamente ai palazzi, quella è una chiara indicazione della posizione della cucina).

 

Molto spesso, quando si compra una cucina, non si attribuisce la dovuta attenzione alla scelta del modello della cappa. Si guardano solo estetica e design, tralasciando completamente l’efficienza. Le caratteristiche tecniche delle cappe sono importanti tanto quanto il loro aspetto. Parliamone un po’:

  • Quando si acquista la cappa, la prima cosa da guardare è la potenza di aspirazione e la portata d’aria: queste devono essere adeguate alla dimensione del locale. Questo serve ad assicurare un ricambio ottimale d’aria.
  • Altro aspetto fondamentale è la larghezza: devono essere uguali o maggiori del piano cottura.
  • Un aspetto che molte volte viene trascurato è il rumore: deve essere tra i 50 e i 70 decibel (questo per prevenire l’inquinamento acustico).

 

Oggi, inoltre, ci sono tanti modelli tra cui scegliere, che si dividono in due categorie principali: le cappe aspiranti e le cappe filtranti. Entrambe svolgono la funzione di purificatori d’aria della cucina. Ovviamente, hanno delle differenze:

  1. La cappa aspirante serve per catturare i vapori e gli odori prodotti dagli alimenti che vengono cucinati. Quest’aria, poi, viene cacciata fuori attraverso la canna fumaria. Questa cappa è ottima per le abitazioni indipendenti.
  2. La cappa filtrante, invece, pur catturando odori e vapori degli alimenti, non è collegata a nessuna canna fumaria esterna. Quindi, invece di scacciare l’aria, questa la filtra e la purifica, per rilasciarla di nuovo all’interno della cucina. Ecco perché i suoi filtri devono essere sempre in ottime condizioni. Questa cappa invece è utilizzata, molto spesso, nei condomini.

 

Comunque, è importante ricordarsi una cosa: la cappa è uno strumento necessario per le cucine, soprattutto se si utilizza il gas. Bisogna, inoltre, ricordare che quando si cucina si deve continuamente ricambiare l’aria dell’ambiente in cui operiamo: questo perché ne va della nostra salute (come è stabilito dalle norme di legge igieniche).

Un consiglio che vi posso dare, quando cucinate, è di accenderla sempre un pochino prima e di spegnerla un po’ dopo che avete terminato di preparare i piatti. In questo modo gli odori e i fumi (questo se avete una buona cappa) non invaderanno la vostra abitazione.

Quindi, buona genovese con una buona cappa a tutti!

 

Paola Poggiani (@polemicaincucina su IG)

Redatto da: Ilaria Canevara ( https://it.linkedin.com/in/ilaria-canevara-930460132 )

 

 

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